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    Salve avrei potuto scrivere ancora delle mie impressioni inerenti l'uscita di oggi ma credo che sia doveroso lasciare spazio anche a chi vive l'esperienza in prima persona perchè credo sia anche più veritiero ciò che dice quello che sta sulla moto piuttosto che le impressioni di chi è al di fuori della pista quindi vi lascio alla lettura di Bruno inerente l'uscita del 21/10/2006  

   Il 21 ottobre 2006 sarà una data da ricordare per la prima volta ho girato in pista. Era da tantissimo tempo che desideravo girare con la mia Aprilia Rs 250 in pista e  grazie alla CdM (Centaurodimamma Organization) ovvero Gianni questo si è potuto realizzare. Vi voglio raccontare la mia esperienza partendo dal principio;  mi trovavo in un noto auto ricambi isolano e leggo un volantino che diceva pressa poco cosi: hai un centauro dentro che vuole uscire? Ti piace la velocità sicura? Vuoi provare l’ emozione della pista?  Organizziamo giornate in pista su misura per amatori ed esperti che non vogliono rischiare la vita su strada.  La cosa mi interessa cosi prendo nota del numero di telefono che c’è sul volantino, e arrivato a casa decido di  chiamare. Mi risponde una persona con un timbro di voce che a mia prima impressione mi sembra avere oltre la quarantina d’anni, (ben presto mi accorgo che non è cosi) comincia a spiegarmi un poco il funzionamento di queste giornate organizzate su pista. E fin qui niente di strano solo che la voce di questa persona man mano che mi spiegava il tutto mi sembrava di conoscerla e più parlava e più aumentava questa sensazione tanto che arrivato ad un certo punto neanche ascoltavo più cosa mi dicesse ma riuscivo solo a pensare di chi fosse quella voce . Cosi gli domandai come si chiamasse e quando lui mi rispose Giovanni   (Te POZZINO)  capii allora di chi si trattasse,e senza perder tempo gli spiegai chi fossi io... la risata di gusto ci fu subito e dopo qualche scambio di complimenti (che adesso qui non posso ripetere ) riprendemmo il discorso dell’ escursione su  pista e Spiegato il tutto, concludemmo la telefonata rimanendo che ci saremmo sentiti di li a poco per stabilire soltanto il giorno. La telefonata in questione fu molto divertente perchè per chi non l avesse capito io e Giovanni (per me Gianni) ci conosciamo da una vita e dir poco; e credo di poter dire che lui E’ una delle poche persone che conosco che praticamente si può dire mi a visto nascere. Di lui io non ricordo molto da piccolo, tranne che abitavamo vicino e la sua Fiat 127 Blu che lui spremeva da bestia :). Poi non ci siamo visti per molti anni fino a questa estate, e guarda il caso dove vuole che ci incontrassimo, a un noto ristorante ai Maronti per guardare una splendida gara di moto GP. Per me si presentava l’occasione giusta per andare finalmente su pista Gianni era la persona degna di fiducia io mi potevo permettere di dedicare un giorno a me stesso lontano dal lavoro, mi mancava soltanto un partner con un  altra moto che mi facesse compagnia . Iterpellato qualche amico nessuno era disponibile, e allora che mi venne in mente di provare a chiamare il nostro Ciro (S.R.T:) che fu subito disponibile. Stabilimmo il giorno e le modalità per la trasferta. Io intanto iniziai a tirar fuori dal garage la mia Rs che non circolava su strada e ne altrove da due anni. Con le carenature da pista gia montate su al momento di parcheggiarla andai li per metterla in moto, misi un poco di carburante all’interno del serbatoio diedi il tempo necessario di far scendere la benzina ai carburatori e via partita al primo colpo. Ovviamente nei primi minuti il fumo era abbondante ma di li a poco tutto si portò alla normalità o meglio cosi sembrava infatti di li a poco mi accorsi che c’era una fuori uscita di carburante dagli sfoghi di troppo pieno dei due carburatori. (AZZ..) Pensai che si fossero incantati cosi cercai di sbloccarli dall’ esterno ma niente la cosa non era cosi facile cosi fui obbligato a smontare i carburatori.Dopo una accurata e laboriosa pulizia con pazienza certosina risolsi il problema. La prova su strada non era possibile perchè la moto non me lo permetteva non c’erano le luci la targa niente ormai era adibita solo per la pista, ma lasciandola in moto per vario tempo e per più volte sembrava tutto risolto. Arrivò il giorno della partenza e superato qualche dubbio sulle condizioni meteo partimmo dall’ isola alle 8.10 da Ischia porto; alle 10:20 eravamo a Cellole. Appena li c’era gia gente ma nessuno che girava, da li a due minuti sarebbe iniziata la musica a suon di scarichi di varie tipo di moto C’era un poco di tutto Cbr 600 e 900 R6 R1 Ducati ecc.. E mentre Gianni tirava giù le nostre moto dal carrello io e Ciro iniziammo a cambiarci una ad una intanto le moto entravano sulla lingua di asfalto. Per dar via alle danze, devo dire che il ruggito di quelle moto era un qualcosa da far venir la pelle d’oca e se fin a quel momento avevo avuto un certo distacco dal tutto, li termino, ed iniziò un vero e proprio stato di eccitazione . La vestizione era completata le moto pronte col carburante a pieno, tutto pronto insomma accendemmo le moto per un poco di riscaldamento, intanto Gianni era andato a fare i biglietti per  l’ accesso al circuito, quando mi accorgo che la mia moto inizia a perdere carburante dai troppo pieno dei carburatori. (AZZ) In quel momento arriva Gianni che leggendo il mio sguardo capisce che ce qualcosa non va infatti resosi conto anche egli del problema rimane per un attimo assente. Ma fortunatamente era una cosa che avevo calcolato che potesse succedere, cosi cerco di smaltire la delusione del mio lavoro fatto in vano in precedenza a casa, entra in azione il piano B. E cosi e stato costruiamo una vaschetta di recupero per il carburante in eccesso. Cosi posso prendere il via finalmente per la pista. Entro e dopo un paio di giri fatti ad andatura molto moderata per assicurarmi che la vaschetta funzionasse , inizio ad aumentare gradualmente il ritmo, senza però aver calcolato che gli inconvenienti di giornata non fossero finiti infatti nel cambiare marcia mi rendo conto che la mia leva cambio si è tirata giù a causa della perdita del dado di fissaggio (AZZ) le vibrazioni mi tirano un altro scherzetto. Presto fatto rientro ai box e Gianni si procura subito un dato e grazie alla mitica  cassetta dei ferri risolviamo il problema. Pronti si riparte dopo questo po po di emozioni al momento che mi ritrovai nuovamente  in pista la mia testa non era al massimo della concentrazione quindi ci misi un poco a carburare, i due anni d’inattività dalla moto, la realtà nuova (la pista), il percorso da capire e le altere moto che giravano forte insieme a me e guidare con tuta stivali e guanti hanno creato una forte prudenza nelle prime due sessioni da 15 minuti. Devo dire che la prima cosa a cui ho dovuto fare l’abitudine e stata la velocità non ero più abituato al campo visivo che si crea raggiunte certe velocità. Fatti i primi due me ne sono sparati altri tre dove mi sono divertito un casino sopratutto i due successivi, incominciavo a prendere di nuovo confidenza con la mia moto migliorando anche se di poco giro su giro, fino ad arrivare al quinto run da 15 minuti; dopo un ora di moto la stanchezza giustamente fisica si è fatta sentire. Alla fine di questa giornata le mie impressioni sono molto positive una giornata stupenda, credo che correre in pista anche se a livello amatoriale faccia apprendere a pieno il vero gusto della moto cosa che su strada non avviene. E mi sento di dispensare le persone sul correre in moto per strada per i mille pericoli che ci sono, sulla moto (lo sapete meglio di me )  basta un centesimo di secondo per trovarsi in terra ...... quindi vi esorto a guidare sempre con prudenza e se proprio si vuol correre farlo su di una bella pista con tutta l’attrezzatura necessaria ... Bruno!

 

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